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quarta edizione i corti della FEDIC > 13 aprile 2008, circolo ARCI Arcobaleno di Roma
Questa quarta edizione ha visto come protagonisti alcuni degli autori del Cineclub Roma della FEDIC i quali, presenti in sala, hanno presentato una selezione dei propri cortometraggi. Il Cineclub Roma e' un associazione di autori in origine di super 8, 16 e poi video, che con i suoi iscritti e le sue opere ha fornito un contributo in termini culturali ed estetici al mondo del cinema prima "dilettante", poi "d'amatore" e, di volta in volta, "non professionale" e indipendente... produzione comunque sempre "d'autore", libera e "invisibile", che è riuscita, nel corso degli anni, a passare da un cinema hobbistico ed elitario ad uno di impegno e di denuncia, da un cinema che forse "scimmiottava" quello commerciale ad un cinema che sa osare sia nei contenuti che nello stile. La maggioranza dei suoi autori, nel corso di questi primi 59 anni, ha saputo contestare le eventuali svolte commerciali prediligendo sempre più spazi per avanguardie e sperimentazioni lasciando un segno, unitamente a tutti gli altri Artisti della Federazione, che evidenziamo ora come contributo al cinema FEDIC. PIOGGIA A POIS - di Massimo Ivan Falsetta (2008, 25’) - Alessandro, Dario, Luca e Massimo, quattro giovani professionisti che dalla vita hanno avuto tutto si chiedono: com’è l’aldilà? Un campo di cocomeri? Un posto popolato da bizzarre creature? Un nano inseguito da un omone con un vestito grottesco innescherà una serie di riflessioni, che condurranno Luca verso la lucida risposta al quesito che tutti noi, anche solo per un attimo, ci siamo posti: com’è l’aldilà? LE PATATE DEL NOVECENTO - di Gaetano Marinò (2006, 9’20”) - Una madre aiuta la figlia 14enne a svolgere un tema sul ‘900. In ciociaro e in altri dialetti, racconta una storia “sbilenca” e divertente dei fatti storici salienti del novecento.
DIGERIRE LA VITA - di M. D. Masiero (2002,12’)
- "Cosa ci unisce, cosa ci separa? La vita è spesso molto NIENTE DA FARE - di M. D. Masiero (2007, 8’37”) - "Il poeta dice che i nostri figli sono le frecce del nostro arco da scagliare lontano... Ma si sa, i poeti sono dei folli." GRRR… - di Gianfranco Miglio (1992, 11’55”) - Il film si addentra nei sentieri del movimento hip-hop, tentando una lettura analitica del graffito, sia attraverso lo studio dell’uso del colore e dei segni, sia lasciando trapelare bagliori e ipotesi sulle motivazioni di fondo che “guidano”£ la bomboletta spray. IL RUMORE DELLA NOTTE - di Ivan Monti (2001, 12’) - Il rumore della notte o in altre parole il frastuono della fine della storia d' amore fra i due protagonisti vissuto da parte del ragazzo che ricorda tutti gli ultimi momenti trascorsi con la sua ragazza mentre sta lavorando.Tutto il cortometraggio è simbolismo dei sentimenti del ragazzo rispetto ad una storia per lui importante che si sta concludendo. ALIEN - di Ettore Ferettini (2003, 4’50”) - “Genuino lavoro erotico i cui protagonisti sono due pezzi di metallo, i quali progressivamente pasano tutti gli stadi del piacere erotoco: il guardare, il piacere- piacersi, il corteggiamento e l'atto finale. L'occhio osceno della macchina da presa segue questi procedimenti facendoci diventare dei voyeurs”. MENTE FLUTTUANTE - di Vincenzo Rosace (2000, 4’) - Pensieri fluttuanti tra urbane solitudini e sogni erotici, fonte d’ispirazione di giovani musicisti (e non solo). VIDEOFRAMMENTI - di Vincenzo Rosace (2000, 5’) - Si nasce, si vive, si muore. Tutto ruota. Il cerchio simbolo della continuità: ricomincia là dove finisce. PRESENZE - di Angelo Tantaro (2000, 3’) - Voyeurismo maschile qui sintetizzato nell'inquieto sguardo delirante di Vincent Van Gog attraverso i suoi allucinati autoritratti: "presenze" femminili osservate nel loro evanescente apparire suscitano ossessive/piacevoli pulsioni erotiche. Sul finire, due richiami: uno al fastidioso e coercitivo ravvedimento ecclesiastico, l'altro al libero sentimento laico. A TE, MAI MIA - di Angelo Tantaro (2001, 4’) - Componimento iconografico in guisa di dedica, di inno poetico. Ode alla donna, eterno fascino femminile, mistero imperscrutabile. Creatura di carne, ancorchè contemplata nella sua fisicità magniloquente, d'improvviso dissolve, per riapparire in filigrana, assorta nelle proprie magnifiche utopie. "Mai mia": così superbamente bella e aliena, alta e irraggiungibile. "Mai mia" lontana e pur sempre accanto: madre, amante, santa, meretrice, compagna. Enigma vivente. ACCADONO COSE - di Angelo Tantaro (2002, 3’30”) - Viaggiatori ignari del proprio destino percorrono a velocità dissennate, autostrade dense di nebbia e di occulti pericoli. L'uomo irrompe sulla scena del XXI secolo subito coinvolto in tragici eventi. Nell'incalzare di brevi minuti il corto sintetizza un campionario significativo di ingiustizie e di violenza, giacché in questo mondo "accadono cose" strane. Una scritta sulla T-shirt, indossata da qualcuno, suggerisce un sottotitolo risolutivo "a lezione di libertà".
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