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Italia
- 2005 - 110 min. - diretto da Giorgio Diritti
Un ex-professore francese si fa contadino e decide di trasferirsi
con la famiglia a Chersogno, un piccolo paese sulle splendide
montagne del Piemonte dove i pochi abitanti rimasti parlano ancora
l'occitano. Il paese è un microcosmo dove ogni gesto risulta
amplificato, in uno specchio dei meccanismi che regolano su scala
più ampia tutta l'umanità nel suo complesso: ed ecco il problema
annoso della diversità, il coraggio delle scelte individuali, e la
solidarietà pronta a mutare in diffidenza appena le scelte altrui
mettono a nudo i limiti delle proprie. Sullo sfondo paesaggi
bellissimi che mascherano ciò che noi, con l'occhio del viaggiatore
di passaggio, non possiamo (o non vogliamo) spesso cogliere. Il
film, opera prima, bello ed essenziale, è stato quasi interamente
autoprodotto tramite l'autotassazione di troupe ed attori, questi
ultimi (bravissimi) tutti non professionisti, abitanti delle valli
occitane circostanti. Il risultato premia ampiamente il coraggio e
l'impegno degli autori e ci regala un film degno della migliore
tradizione del grande cinema italiano dei tempi che furono. L'opera
è stata giustamente premiata in numerosi festival, ma temiamo non lo
sarà altrettanto, come al solito, dalla grande distribuzione: anche
per questo ci sembra importante che sia segnalato e consigliato, al
di là dell'oggettiva bellezza del film in sé. (FC) |